In memoria di Modesta Valenti, simbolo degli ultimi.

Modesta era sola. Il 31 gennaio, nei gelidi giorni della Merla, Modesta si sentì male. Qualcuno se ne accorse e chiamò un’ambulanza. Gli operatori però si rifiutarono di toccarla, perché l’anziana era molto sporca e aveva i pidocchi. I barellieri si rifiutarono di caricarla in ambulanza, seguirono 5 ore di rimpalli tra il 118 e i Servizi Sociali e alla fine Modesta morì, tra i viaggiatori che correvano verso il loro treno e gli operatori sanitari e sociali disgustati dalla sua sporcizia

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Nella terra dei silenzi assordanti

Il Ticino è un cantone incestuoso. Dei silenzi complici, non perché certi nomi, di chi viene processato e condannato per reati moralmente deprecabili oltre che di rilevanza penale, non vengano poi dati in pasto alla pubblica opinione, ma perché a monte, in più di un’occasione, si è innanzitutto preferito tacere, sorvolare, chiudere un occhio. Piegare il diritto al favore.

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Storia di ordinaria disumanità

Il 25 ottobre 2018 un giovane nigeriano di 33 anni è A tre mesi dal tragico incidente, il corpo di un giovane nigeriano morto dopo essersi gettato dal treno Chivasso-Novara per sfuggire ad un controllo della Polfer giace ancora nella cella frigorifera dell’obitorio di Vercelli. Nessuno, né un parente-ammesso che ne abbia ancora e che siano stati avvertiti- né un amico ha rivendicato la salma e pagato le esequie.

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